Sono state prorogate almeno fino a novembre le indagini sulla presunta maxi frode sull’olio a Palma di Montechiaro. La Procura di Agrigento è a lavoro sui cellulari sequestrati agli indagati, così come il consulente della difesa, l’informatico Pietro Indorato. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Annalisa Failla, ruota intorno a un sistema organizzato per miscelare olio di semi e pigmenti e venderlo come extravergine. Coinvolte 24 persone e sei società. A 15 indagati è contestata l’associazione a delinquere, oltre a frode commerciale, riciclaggio e altri reati. Contestato anche il ricorso a fatture ritenute false per ottenere oltre 2,5 milioni di euro dall’Agea. Sequestrati beni per quasi 500 mila euro.

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