“Una “Squadra Agrigento” sul modello di Mario Draghi per l’Europa”. E’ la rivoluzionaria proposta avanzata oggi da Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia, per cercare di risollevare la città. “Agrigento, scrive, ha bisogno di una squadra che lavori sui problemi, individui le priorità, stabilisca tempi e responsabilità e soprattutto verifichi i risultati. Agrigento non può continuare a vivere di emergenze, annunci e occasioni mancate”. Messina chiama a raccolta economisti, esperti di turismo e marketing territoriale, urbanisti, tecnici delle infrastrutture, esperti di fondi europei, rappresentanti delle imprese, delle professioni, dell’università e del mondo della cultura, con il coinvolgimento delle istituzioni, sotto la regia naturale della locale Camera di commercio. Servono competenze, ma anche una visione unitaria – aggiunge Messina – perché Agrigento soffre proprio della frammentazione delle iniziative. Turismo, mobilità, commercio, infrastrutture, acqua, rifiuti, rigenerazione urbana, cultura e qualità dei servizi non possono essere affrontati come compartimenti stagni. Sono tutti pezzi dello stesso progetto di città”. Per Confesercenti, la priorità deve essere quella di costruire un’agenda concreta, con pochi obiettivi strategici e risultati verificabili. “Dobbiamo chiederci dove vogliamo portare Agrigento nei prossimi dieci anni – dice Messina – e non soltanto come affrontare l’emergenza di domani. Una città turistica non può avere problemi irrisolti di mobilità e parcheggi; non può presentarsi ai visitatori con servizi essenziali che non funzionano; non può assistere impotente alla progressiva desertificazione commerciale del centro urbano”. E proprio il commercio, secondo Messina, deve tornare ad essere considerato un elemento strategico della qualità urbana. “Quando chiude un negozio non perdiamo soltanto un’attività economica. Perdiamo presidio sociale, sicurezza, identità e vitalità urbana. Il commercio deve essere inserito dentro una più ampia strategia di rigenerazione della città”. La proposta guarda anche ai giovani e al futuro della provincia. “Una strategia seria deve partire dalla domanda più importante: come facciamo a convincere un giovane agrigentino che può costruire qui il proprio futuro? Se non creiamo lavoro qualificato, infrastrutture, servizi, opportunità e un ambiente favorevole agli investimenti, continueremo ad assistere allo spopolamento”. Per questo, conclude Messina, “la vera sfida non è trovare l’ennesimo finanziamento, ma costruire la capacità di utilizzare bene quelli che abbiamo e di intercettare quelli che arriveranno. Agrigento ha bisogno di una squadra che sappia progettare, scegliere e realizzare. Una squadra che non abbia come obiettivo una nuova stagione di annunci, ma un nuovo modello di sviluppo. È il momento di smettere di discutere soltanto del declino e cominciare a costruire concretamente l’alternativa”. Views: 93 Navigazione articoli Asp, intramoenia non pagata: scatta la protesta dei medici dell’Ospedale di Sciacca. Criminalità, i Carabinieri sgominano banda della chiave bulgara. Fermate quattro persone dell’Est Europa