Dibattito piuttosto vivace all’interno della Democrazia Cristiana, alla vigilia ormai della riunione del Consiglio Nazionale per eleggere il nuovo segretario. Un po’ come accadeva nella vecchia DC. Come si sa, raccogliendo l’appello di 51 consiglieri, il presidente dell’assise, Renato Grassi, ha fissato al 30 settembre la data del consiglio. Ma il segretario nazionale, Gianpiero Samorì, con una sorta di colpo di mano, ha invitato parecchi consiglieri e a dimettersi, al fine di fare saltare i lavori. E oggi è il presidente del Consiglio nazionale, Grassi, a replicare a Samorì. Nel confermare la data del 30 settembre, Grassi sottolinea di “avere dato esecuzione alla richiesta di 51 consiglieri con il riferimento ad una specifica norma statutaria. Il mio mancato adempimento avrebbe comportato l’autoconvocazione del Consiglio Nazionale da parte del primo firmatario della richiesta, con conseguente conflittualità e danno d’immagine per il Partito, prosegue Grassi. I numeri non mentono: 51 firme. La democrazia va avanti. Il Consiglio si farà”, conclude. Views: 99 Navigazione articoli Nuovo anno scolastico, gli auguri dell’Arcivescovo Mons. Alessandro Damiano Roma, pressioni per fare vendere la Lazio a Lotito. Indagati i vertici della Banca del Fucino. Tra i dirigenti, sino a qualche anno fa, anche l’ex deputato agrigentino, Beppe Scalia, estraneo alla vicenda.