Il compagno di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata morta impiccata domenica scorsa nella sua casa a Riposto nel Catanese, è indagato per omicidio. La prima ipotesi è stata che si fosse suicidata ma i carabinieri hanno continuato a indagare sviluppando tutte le piste investigative. Il fidanzato, che ha trovato la compagna senza vita, ha raccontato agli investigatori che Noemi gli avrebbe preannunciato l’intenzione di uccidersi. Secondo i familiari della vittima, invece, si sarebbe trattato di una messinscena, e l’autopsia lo dimostrerebbe. Nella casa si è anche sviluppato un incendio. Il difensore dell’indagato, Ivan Siragusa, afferma: “Il mio assistito è indagato perché è identificato quale persona che ha avuto gli ultimi incontri con la deceduta. Sin dall’inizio è stato collaborativo con gli inquirenti, ha dato tutte le informazioni con notizie di particolari e ha consegnato telefoni e quant’altro al fine di poter far fare i dovuti riscontri”. E l’indagato ha dichiarato: “ Voglio precisare che io e Noemi non eravamo fidanzati, non c’era nessuna relazione al di fuori dell’amicizia. Dopo essersi lasciata con il suo ragazzo mi ha chiesto di ospitarla per un periodo, io l’ho accolta e aiutata fino a qualche giorno fa. In alcune giornate ci scambiavamo dei messaggi. Negli ultimi venti giorni invece, che avevo i miei figli e mia moglie, l’ho dovuta bloccare, perché mi chiamava tutti i giorni perché aveva bisogno o era successo qualcosa. Forse era un po’ invadente, ma non posso dire fosse scomoda”.

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