E’ la banca privata più antica di Roma: la Banca del Fucino, fondata nel 1923 dai principi Giovanni e Carlo Torlonia. Sino a poco tempo fa, alto dirigente dell’istituto bancario, è stato una vecchia conoscenza politica della nostra provincia: Giuseppe Scalia, prima deputato regionale e poi parlamentare della Camera per Alleanza Nazionale. Adesso Scalia è passato ad Italferr, del gruppo Ferrovie dello Stato. E’ notizia di oggi di una perquisizione ai vertici della Banca del Fucino  nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sulla campagna contro Claudio Lotito e sulla presunta pressione per spingere il presidente a vendere la Lazio. Società di calcio di serie A della quale, per un certo periodo, nel consiglio di amministrazione ha fatto parte lo stesso Giuseppe Scalia, che, precisiamo, con l’indagine di oggi non c’entra nulla. Indagati risultano il presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, l’amministratore delegato Francesco Maiolini e il faccendiere Luigi Bisignani, vecchia conoscenza delle cronache giudiziarie, collaboratore del quotidiano Il Tempo. I tre devono rispondere del reato di manipolazione del mercato, ipotesi che riguarda la diffusione di informazioni potenzialmente idonee a incidere sull’andamento del titolo della società Lazio, quotata in Borsa.

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