Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto l’istanza cautelare presentata, unitamente all’appello, da M. S. F., assistita dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, sospendendo, con ordinanza pubblicata il 24 luglio 2026, l’esecutività della sentenza del TAR Catania che aveva confermato l’ordine di demolizione di un immobile sito a Vulcano, nelle Isole Eolie. La vicenda riguarda una villetta realizzata nel 1975 in forza di una licenza edilizia rilasciata nel 1974, per la quale il Comune di Lipari aveva disposto la demolizione con ordinanza del luglio 2022, contestando sia la decadenza del titolo edilizio sia alcune difformità riscontrate rispetto al progetto originario. Il TAR Catania aveva accolto solo in parte il ricorso della proprietaria, escludendo la decadenza della licenza, ma confermando la legittimità dell’ordine di demolizione in relazione alle difformità accertate. Il Collegio, presieduto dal Presidente Roberto Giovagnoli e con relatore il Cons. Sebastiano Di Betta, condividendo le tesi difensive degli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, ha ritenuto che la questione richieda un ulteriore approfondimento nel merito, con particolare riferimento alla corretta qualificazione giuridica delle difformità riscontrate e alla loro effettiva idoneità a giustificare la demolizione dell’intero immobile, anziché l’applicazione di una sanzione meno gravosa. I giudici hanno inoltre ritenuto non manifestamente infondata la censura relativa alla mancata instaurazione del contraddittorio procedimentale, tenuto conto della complessità della vicenda, che aveva già reso necessaria, nel giudizio di primo grado, una verificazione tecnica. Il Collegio ha inoltre preso atto che, nelle more del giudizio, il Comune ha adottato l’ordinanza di acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale, elemento che conferma l’attualità del pregiudizio lamentato dalla ricorrente. Sulla base di tali valutazioni, il CGA ha accolto l’istanza cautelare e sospeso l’esecutività della sentenza di primo grado. Per effetto della pronuncia e fino alla definizione nel merito del giudizio d’appello, l’immobile non verrà demolito e la ricorrente conserverà la proprietà del bene. Views: 7 Navigazione articoli Sicilia, saldo positivo per le imprese: nel 2026 registrate 638 aziende in più Licata, bottiglia con benzina lanciata in un bar