La richiesta è partita oggi. È l’atto, firmato dal sindaco Michele Sodano e dall’assessore Giuseppe Riccobene, col quale si chiede all’ATI di fornire un parere legale, avvalendosi di un esperto professionista di alto livello, sul regime giuridico che sovrintende ad AICA per quanto concerne la possibilità di assicurare la fornitura idrica anche a quelle utenze non servite dalla rete. E se, in alternativa, il gestore possa fornire l’acqua destinata al consumo umano mediante trasportatori autonomi, con approvvigionamento della risorsa presso Aica e applicazione di tariffe determinate dall’Autorità d’Ambito”. Questo, in sostanza, il parere richiesto con “il massimo grado di certezza giuridica”: conoscere, da un esperto “terzo”, quale sia il perimetro giuridico entro il quale AICA può muoversi nei confronti di quelle utenze non servite dalla rete”. In soldoni, il parere legale è rivolto per quei cittadini che non essendo utenti AICA e vivendo in zone non coperte da rete idrica, possano rifornirsi tramite autotrasportatori in maniera autonoma, senza passare dalla società consortile, come sino a qualche tempo fa accadeva. Il riferimento è, ovviamente, agli abitanti di Maddalusa, ai quali da quattro mesi viene negata l’autorizzazione a rifornirsi con autobotti. L’ipotesi del parere “pro veritate” è datata circa un mese fa, ma ad oggi non c’è alcuna novità, nonostante sia stato annunciato più volte. Proprio pochi giorni fa erano stati i consiglieri comunali Fabio Catania e William Giacalone a sollevare la questione in aula. Il primo, con una mozione urgente “per il ripristino del servizio straordinario e oneroso di autobotti nella frazione di Maddalusa e per l’estensione del minimo vitale a tutti i residenti stabili in aderenza al disegno di riforma idrica regionale del maggio 2026”. Il secondo, con un’interrogazione in question time all’assessore Giuseppe Riccobene per accertare quali attività rientrino nelle competenze di Aica nella gestione del servizio idrico. Il nodo riguarda in particolare i cosiddetti servizi complementari, ovvero le attività legate alla distribuzione dell’acqua al di fuori della gestione delle reti, delle fonti, degli impianti e delle utenze già affidati ad Aica. Riccobene aveva già annunciato la richiesta di un parere legale per definire con precisione questi compiti. Giacalone chiede quindi quali iniziative siano state adottate per ottenere il parere e, nel caso non sia ancora stato richiesto, quali siano le ragioni del mancato intervento. L’interrogazione richiama anche il ruolo del Consiglio comunale nell’indirizzo dell’amministrazione. Post Views: 112 Navigazione articoli “Straccia bollo”, operativo in Sicilia Radioterapia ad Agrigento, dieci anni di cura e di innovazione