Al momento siamo nel campo delle ipotesi, delle indiscrezioni, delle illazioni. O meglio, di una voce secondo la quale il parere “pro veritate”, chiesto attraverso una nota ufficiale firmata dal sindaco di Agrigento, Michele Sodano e dall’assessore comunale, Giuseppe Riccobene, non potrà essere fornito. Non ci sarebbero i presupposti giuridici perché possa essere rilasciato. Il riferimento, ovviamente, è alla richiesta, inoltrata pochi giorni fa, all’ATI perché potesse fornire un parere legale, “con il massimo grado di certezza giuridica”, avvalendosi di un esperto professionista di alto livello, per valutare l’attivazione di un “servizio complementare”. E ancora: se, in alternativa, il gestore potesse fornire l’acqua “destinata al consumo umano mediante trasportatori autonomi, con approvvigionamento della risorsa presso Aica e applicazione di tariffe determinate dall’Autorità d’Ambito”. Parere legale più volte chiesto da consiglieri comunali e associazioni, alla luce di quanto sta avvenendo a Maddalusa, zona nella quale dal 9 maggio scorso non viene erogata acqua potabile né è consentito agli abitanti di rifornirsi attraverso le autobotti. E questo per via del fatto che la zona non è coperta da rete idrica, in quanto si tratta di un quartiere sorto abusivamente, in piena zona A, dichiarata ad inedificabiltà assoluta nel decreto Gui – Mancini del 1968. L’unica deroga, l’unica concessione per tamponare la situazione, è stata l’attivazione al Comune del COC, Centro Operativo Comunale, gestito dalla Protezione Civile, per l’erogazione straordinaria di acqua tramite autobotti comunali o della Protezione Civile, a favore di nuclei familiari in cui siano presenti soggetti fragili o disabili. Tutti gli altri immobili residenziali, commerciali o seconde case, sprovvisti di conformità urbanistica sono rimasti e restano tutt’ora esclusi dal servizio. Da sottolineare, inoltre, che la “questione Maddalusa” è stata al centro di diversi vertici in Prefettura, alla presenza di tutti gli “attori”. In quelle occasioni, ma anche in altre, il Procuratore Capo di Agrigento, Giovanni Di Leo, ha sempre avuto un atteggiamento di chiusura a possibili altre soluzioni, sottolineando come l’erogazione di servizi pubblici a immobili abusivi, come l’acqua, configura una violazione di legge. Senza contare che la disposizione AICA, indirizzata agli autobottisti privati non convenzionati, impedisce di rifornire utenze abusive. Come detto, non c’è ancora alcuna conferma ufficiale sul fatto che il parere “pro veritate” non possa essere fornito per mancanza di fondamento giuridico. Le voci raccolte, però, confermerebbero questa ipotesi. Insomma, anche l’ultima speranza sembra essere svanita. Sulla vicenda oggi interviene l’Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale che in una lettera a Schifani denuncia la gestione dell’emergenza a Maddalusa, dove circa duemila residenti, sostiene il vice presidente Maurizio Cirignotta, si trovano senza acqua corrente da oltre 130 giorni consecutivi. Il silenzio delle istituzioni di fronte al dramma di Maddalusa è intollerabile, si legge ancora. Non si può assistere passivamente a una crisi idrica che è ormai un’emergenza umanitaria e di sanità pubblica. Abbiamo già depositato tre proposte concrete durante il Consiglio Comunale aperto dello scorso 27 agosto, aggiunge: serve un piano straordinario di approvvigionamento tramite autobotti per tutte le famiglie, non solo per i soggetti fragili, conclude. Post Views: 183 Navigazione articoli Maltempo, danni alla sede di via Giovanni XXIII. La continuità assistenziale di Agrigento trasferita temporaneamente a San Leone. Ordine degli Ingegneri, Francesco Picone eletto vicepresidente, Giuseppe Sorce delegato presso la Consulta Regionale.