Dallo spot-bluff sulle accise di Giorgia Meloni ai teatrini di Cateno De Luca: la cecità dei palazzi davanti al collasso di giovani e imprese. C’è qualcosa di profondamente sinistro, e al contempo tragico, nel modo in cui i governi di Roma e Palermo stanno gestendo il collasso economico e sociale dell’Italia e della Sicilia. Ricordano in tutto e per tutto i pianisti del Titanic: orchestrali in frac che continuano a suonare lo stesso spartito logoro, mentre lo scafo della nave ha già impattato l’iceberg della realtà e l’acqua gelida sta raggiungendo i ponti superiori.La musica di regime parla di stabilità, di crescita fantasma, di riforme epocali. La realtà fuori dai palazzi del potere, invece, grida che le piccole e medie imprese in tutt’Italia, e specialmente in Sicilia, stanno morendo per asfissia, schiacciate da costi di gestione diventati semplicemente proibitivi. Il grande bluff delle accise e il tradimento dei programmi. Il re è nudo, ma nel caso della Presidente del Consiglio, a essere nudo è quel vecchio video in bianco e nero che ogni cittadino ricorderà. Ve la ricordate la Meloni d’opposizione che, dal benzinaio, prometteva con foga sovranista il taglio immediato e radicale delle accise sui carburanti? Una volta salita al potere, l’orchestra ha cambiato spartito.Oggi, con l’ultima manovra finanziaria in fase di approvazione, la benzina e il gasolio hanno toccato picchi insostenibili. Le accise non sono state tagliate; sono state blindate. Chi gestisce un’azienda agricola, chi muove un TIR, chi deve semplicemente fare il pieno per andare a lavorare per un salario da fame, si ritrova davanti a prezzi folli. È il fallimento sistematico dei programmi elettorali, l’incoerenza eletta a metodo di governo. I teatrini regionali e la percezione zero della realtà. A livello regionale la situazione se possibile peggiora, scivolando nel ridicolo. Mentre la finanziaria regionale ignora le rivendicazioni di tutte le categorie produttive e degli studenti, assistiamo allo spettacolo grottesco di Cateno De Luca. L’uomo del “megafono contro il sistema”, il cacciatore della “Banda Bassotti”, ha completato la sua giravolta trovando la sua personalissima RSA politica in un accordo romano proprio con Fratelli d’Italia. Un avvitamento politico che l’elettorato siciliano, storicamente allergico ai tradimenti e alle imposizioni calate dall’alto, si prepara a penalizzare duramente.I governanti, da Schifani ai leader nazionali, dimostrano una percezione pari a zero della gravità della situazione. Si attardano in teatrini stucchevoli su Vannacci, sulle alleanze tattiche e sulle poltrone da spartire, convinti che le piazze si svuoteranno per stanchezza. Se pensano che la piazza si svuoti, si sbagliano di grosso Non hanno capito nulla. Le manifestazioni e lo sciopero generale hanno dimostrato che la pazienza è finita. La piazza non si svuoterà. I provvedimenti-mancia finora approvati sono un insulto alla miseria, gocce d’acqua fresca in un incendio strutturale.La piattaforma dei ceti produttivi, delle imprese e dei giovani non ammette sconti: Salari e Pensioni: un aumento immediato del 30% per non morire di inflazione e caro vita. Carburanti alla pompa: Taglio di IVA e accise per riportare i prezzi sotto 1,60 €/litro. Carburanti Professionali: Benzina e gasolio agricolo/autotrasporto sotto gli 80 centesimi.Se i “pianisti” al governo pensano di poter ignorare questo aut aut continuando a suonare la loro sinfonia di bugie, scopriranno molto presto che la scialuppa di salvataggio per loro non c’è. I cittadini hanno finalmente capito che questa classe dirigente non è lo strumento per risolvere la crisi, ma è una parte considerevole del problema. L’unica opzione rimasta è mandarli a casa, prima che la nave affondi definitivamente. Views: 100 Navigazione articoli Domenica 15 e lunedì 16 novembre la Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada. Le iniziative promosse dall’AIFVS di Agrigento. La responsabile Carmelina Nobile: “Un momento per riflettere sul valore della vita e della sicurezza”.