Salvi, al momento, i conti, grazie alla decisione del Tribunale di Agrigento che ha sospeso, in via cautelare, la richiesta di pignoramento per quasi cinque milioni e 400 mila euro, avanzata da una erede di una società privata che operava per conto del Voltano, adesso l’AICA, società che gestisce in provincia di Agrigento il servizio idrico integrato, attende con ansia che si sblocchi, una volta per tutte, la norma, in discussione all’Ars, che prevede la concessione di un milione di euro. Soldi che serviranno per coprire le maggiori spese per l’approvvigionamento idrico. Stesso importo, un milione di euro, è in discussione, sempre all’Ars, a favore dell’Ati Agrigento. Saranno utilizzati per l’installazione di nuovi contatori agli utenti. Due norme che ad ogni discussione di manovra finanziaria vengono riproposte, ma ad oggi senza particolare fortuna. Attualmente a Sala d’Ercole è in discussione la cosiddetta manovrina, tra scontri e polemiche tra maggioranza ed opposizione. Nel corso dell’ultima seduta sono stati stralciati 52 articoli, lasciando in agenda una serie di norme che nulla avrebbero a che fare con l’emergenza. Confermati i contributi straordinari ai Consorzi di bonifica di Agrigento, Enna e Palermo per 7,9 milioni di euro: serviranno ad estinguere dei debiti derivanti da vecchi contenziosi. Cancellata la norma che aveva suscitato scandalo anche a livello nazionale: quella che prevedeva l’aumento delle indennità per i presidenti dei Liberi Consorzi Comunali. Views: 85 Navigazione articoli “La Sicilia si ferma, i media tacciono: AGRI.SA.T. alza la posta e annuncia un’azione a sorpresa a Palermo” Incendio doloso a Canicattì