Quarantacinque condanne, per un totale di 325 anni di carcere: è il verdetto del Tribunale di Patti al processo “Nebrodi 2”, secondo filone dell’inchiesta della Procura antimafia di Messina sulle frodi ai fondi agricoli europei. Dopo sette ore di camera di consiglio, i giudici hanno riconosciuto responsabilità per reati come associazione mafiosa, truffa aggravata ai danni dello Stato, estorsione e traffico di droga. Le indagini sono ruotate intorno a un presunto sistema criminale basato sull’uso fittizio o illecito di terreni, spesso sottratti con violenza ad agricoltori e allevatori, per ottenere contributi europei destinati all’agricoltura, con risorse pubbliche che sarebbero state dirottate verso gruppi criminali invece che agli aventi diritto. Il primo processo “Nebrodi”, partorito dal blitz del gennaio 2020, si è già concluso in Cassazione con 50 condanne. Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi e attuale deputato europeo del Movimento 5 Stelle, commenta: “Questa sentenza rappresenta un segnale importante per tutti gli agricoltori e allevatori onesti dei Nebrodi che per anni hanno subito minacce, intimidazioni e pesanti conseguenze economiche. Sono riconoscente alla Dda di Messina e alle forze dell’ordine per il lavoro svolto: il Tribunale di Patti ha confermato la solidità di quell’impegno e la gravità del sistema criminale contrastato. Abbiamo affrontato una criminalità potente e violenta, pagando anche un prezzo personale molto alto: io e la mia famiglia abbiamo vissuto per anni sotto protezione. Nonostante la paura e le difficoltà, abbiamo continuato a difendere la legalità con dignità. Oggi sono felice perché quel lavoro è servito alla Sicilia e al Paese. Questa volta ha vinto lo Stato, e, quando lo Stato reagisce con determinazione, alla fine vince.” Post Views: 51 Navigazione articoli Agrigento, il 23 settembre una giornata per dire no alla violenza sulle donne: studenti e istituzioni insieme per la cultura del rispetto Donna condannata per maltrattamenti in famiglia