Dopo quella di Sciacca, anche le marinerie di Licata, Porto Empedocle, Scoglitti, Porto Palo di Capo Passero, Trapani e Mazara del Vallo hanno deciso di associarsi alla protesta contro il caro gasolio. Da domani, primo ottobre, termine di scadenza del fermo biologico, i pescatori hanno deciso di non tornare al lavoro. Le marinerie che hanno chiesto all’assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino un nuovo incontro. Armatori e pescatori hanno denunciato una crisi d’impresa ormai insostenibile, schiacciata dall’impennata del caro gasolio e da un sistema di indennizzi ritenuto del tutto iniquo. Sotto accusa ci sono proprio i criteri stabiliti dalla Regione Siciliana per l’erogazione dei contributi sul carburante, giudicati penalizzanti e incapaci di tutelare le reali specificità della pesca a strascico d’altura. Views: 54 Navigazione articoli Regione, la Commissione Regolamento dice “stop” ai cambi-casacca Una cartuccia per un cuoco a lavoro a Siculiana