Il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, ascoltato dalla Commissione parlamentare Antimafia, ha lanciato l’allarme sulla rinnovata operatività di Cosa nostra, sottolineando che ad Agrigento da anni non si registrano collaboratori di giustizia e che l’organizzazione è intenta a rafforzare la propria struttura e i legami con i mandamenti palermitani. Secondo il magistrato, la mafia continua a finanziare le proprie attività soprattutto attraverso il traffico di stupefacenti, mantenendo rapporti con altre organizzazioni criminali e con i cartelli internazionali. Nel corso dell’audizione, il procuratore aggiunto Carlo Marzella ha evidenziato il ritorno di una stretta sinergia tra Cosa nostra agrigentina e quella palermitana, confermata da recenti indagini che hanno documentato traffici di droga, consistenti disponibilità economiche e l’utilizzo illecito di telefoni cellulari da parte di detenuti di alta sicurezza, tra cui l’empedoclino James Burgio. De Lucia ha inoltre definito particolarmente preoccupante l’impiego ormai abituale di Kalashnikov per intimidire commercianti nel territorio agrigentino, dove sono stati rinvenuti anche esplosivi ad alto potenziale, segnalando infine il tentativo dell’organizzazione, in generale, di procurarsi armamenti ancora più sofisticati, compresi droni militari. Views: 22 Navigazione articoli Cracolici all’Ars: “In Sicilia fino a 100 mila consumatori di droga” Incidente a Ribera, morto motociclista di 66 anni