La Democrazia Cristiana siciliana apre una nuova fase dopo l’uscita di scena di Totò Cuffaro. A raccogliere il testimone è Carmelo Pace, chiamato a tenere insieme il partito e a rilanciarne la presenza politica in Sicilia.

La sfida, però, non riguarda soltanto la guida della Dc. Sullo sfondo c’è soprattutto la rete di amministratori e dirigenti costruita negli anni attorno a Cuffaro. Una rete che oggi diventa terreno di confronto tra diversi progetti politici.

Pace rappresenta la continuità con quella stagione: deputato regionale, capogruppo all’Ars e sindaco di Ribera, è stato tra gli uomini più vicini all’ex governatore. Il suo compito sarà ora quello di consolidare il partito dopo le tensioni interne che hanno accompagnato il percorso congressuale.

A guardare con attenzione agli amministratori dell’area centrista è Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord sta cercando di allargare il proprio progetto politico e, in questo percorso, ha già incassato alcune adesioni provenienti dall’area democristiana.

Tra i casi citati c’è quello di Filippo Tripoli, sindaco di Bagheria, che ha aderito al progetto “Liberi e Forti”. Un segnale che conferma come la competizione politica non si giochi soltanto nei palazzi regionali, ma soprattutto nei Comuni e nei territori.

La partita, dunque, è appena cominciata. Da una parte la Dc di Pace prova a conservare la propria struttura e il patrimonio politico costruito negli anni da Cuffaro; dall’altra De Luca tenta di intercettare amministratori e consensi fuoriusciti da quel sistema.

Il punto decisivo sarà capire quanta parte della rete politica legata alla vecchia Dc resterà dentro il partito e quanta, invece, sceglierà nuove collocazioni. Una partita che potrebbe incidere sugli equilibri del centrodestra e, più in generale, sulla geografia politica siciliana dei prossimi anni.

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