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È tornata alla normalità, già dalle prime ore di domenica, la situazione a Sciacca dopo il sabato pomeriggio di fuoco con un vastissimo incendio che si è sviluppato nella località balneare di san Girogio. Già in mattinata le 86 persone che erano dovute fuggire via dalle abitazioni e dalla spiaggia di San Giorgio per sottrarsi alla furia dell’incendio, sono tornate nelle loro case. Lo hanno fatto sotto la supervisione dei vigili del fuoco, nel timore che, malgrado lo spegnimento delle fiamme, ci fosse ancora qualche focolaio attivo, eventualmente pronto a riaccendere il rogo. Avevano appena trascorso la notte all’interno dell’istituto comprensivo Mariano Rossi di Sciacca, dove il comune, d’accordo con la dirigenza scolastica, le aveva sistemate dopo il loro approdo sulla terraferma. Vigilanza sanitaria è stata anche garantita dai volontari della Croce Rossa, presente con due ambulanze. Agli sfollati la Protezione civile comunale guidata da Gianmarco Alì ha dato da mangiare e da bere fornendo anche le brande per dormire. L’arrivo tempestivo sul posto dei mezzi della Guardia costiera, e quelli della sezione operativa navale della Guardia di finanza di Porto Empedocle ha scongiurato il peggio. Nel frattempo la stessa statale 115 è stata chiusa per sicurezza. Il fuoco aveva interessato il ciglio stradale, le dense coltri di fumo scuro rendevano il transito veicolare molto pericoloso e, in ogni caso, bisognava consentire alle squadre di Vigili del Fuoco e della Forestale di operare al meglio e, dunque, di poter transitare. Si sono generati incolonnamenti, lunghi diversi chilometri, di mezzi in attesa di passare. La Protezione civile si è preoccupata anche di distribuire acqua alle auto in coda, visto il grande caldo che imperversava sulla zona, con temperature oltre i 40 gradi. Nel frattempo oltre ai bagnanti, tante famiglie residenti nella zona si erano rifugiate in spiaggia. La situazione nella località balneare ha reso necessario dunque ricorrere alla procedura di emergenza della fuga via mare per soccorrere soprattutto quanti erano rimasti intossicati dal fumo. Una quarantina di persone hanno accusato qualche lieve difficoltà respiratoria, una mezza dozzina le situazioni più serie, che hanno reso necessario il trasferimento al “Giovanni Paolo II” per gli opportuni accertamenti clinici. L’Asp di Agrigento ha riaperto eccezionalmente la farmacia ospedaliera per garantire, ad alcuni anziani e anche ad un bambino, di potere assumere regolarmente le loro cure farmacologiche quotidiane di lunga durata, visto che le loro scatole di medicinali erano rimaste a casa. Queste immagini si riferiscono al lavoro dei mezzi aerei su San Giorgio e Torre Macauda, con un elicottero dell’Aeronautica militare che è arrivato da Trapani Birgi, anche perché altri elicotteri, anche quelli della protezione civile regionale e del corpo Forestale erano impegnati nei diversi altri incendi in altre zone della Sicilia. Ad un certo punto è stato anche necessario evacuare il residence Baia Makauda perché, chi occupava le camere, comprensibilmente non si è più sentito al sicuro. Il lavoro della Protezione civile del comune di Sciacca, capeggiato da Gianmarco Alì, è stato di grande cura e competenza, e fondamentale si è rivelato anche a terra il supporto delle Squadre di Soccorso Tecnico, guidate da Calogero Catanzaro. Hanno dato un aiuto concreto anche i volontari dell’associazione di volontariato di protezione civile vigili del fuoco in congedo per l’assistenza alle persone durante il soggiorno all’interno della scuola. Così Fabio Termine su quello che è successo. La cronaca di un pomeriggio terribile, iniziato con una puzza acre di fumo, fino a quando le fiamme erano pronte ad assaltare le stesse case, invadendo i sentieri e dunque impedendo così alle persone che si trovavano in spiaggia di potere nuovamente raggiungere le proprie autovetture. Al momento per fortuna non si sono registrati gravi danni né alle persone né alle cose.

P.S. grazie per la collaborazione con Tele Monte Kronio e Massimo D’Antoni

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