Luci ed ombre nell’economia della provincia di Agrigento fotografata nel Report della Camera di Commercio, relativa al periodosettembre 2025 – settembre 2026. Lo studio evidenzia un quadro in chiaroscuro: tuttaviam sei indicatori su dieci registrano una performance superiore rispetto alla media nazionale. In particolare, gli indicatori positivi riguardano le imprese attive nel territorio, con un più 0,7 per cento, un dato in controtendenza rispetto alla flessione nazionale. Altro dato positivo quello delle start-up innovative, in crescita del 17,6%, contro il calo del 5% registrato in Italia. E ancora: le istituzioni iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore segnano un incremento del 15,4%, superiore al +10,9% nazionale. Tra gli altri elementi positivi figurano l’aumento le assunzioni previste nel quarto trimestre, +11,7, più 7,2% delle transazioni immobiliari normalizzate, la crescita del 4,2% dei depositi bancari e del risparmio postale e l’incremento dell’1,5% dei prestiti alle attività economiche. Note dolenti invece sul fronte dell’occupazione, con un saldo negativo del 3,3 per cento nel primo semestre, dell’export, meno 4,2 per cento. Aumentano inoltre del 131,2% le ore di cassa integrazione guadagni, in controtendenza rispetto alla diminuzione del 18,7% nazionale. «I dati restituiscono un quadro che merita di essere letto con equilibrio e concretezza», commenta il commissario straordinario dell’ente camerale, Giuseppe Termine. «La crescita delle imprese attive, delle start-up e del terzo settore dimostra che esistono energie capaci di generare opportunità, così come è significativo l’aumento delle entrate previste dalle imprese. Non possiamo però ignorare il calo degli occupati, la flessione dell’export e l’impennata della cassa integrazione. La sfida è trasformare questi segnali in sviluppo stabile e lavoro duraturo». Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale, Gianfranco Latino, per il quale “avere sei indicatori su dieci migliori della media italiana è incoraggiante, ma non dobbiamo sottovalutare le debolezze strutturali. È fondamentale rafforzare la capacità delle imprese di aprirsi ai mercati esteri, accompagnando le piccole realtà nei processi di trasformazione digitale e organizzativa”. Insomma, qualcosa si muove nell’economia agrigentina, ma serve una ulteriore spinta. E anche nel resto della Sicilia si registra una buona perfomance sul fronte dell’economia. L’Isola è prima in Italia per crescita del pil rispetto al pre-covid. E’ uno degli elementi principali che emerge dal rapporto strategico 2026 presentato oggi a Palermo in occasione della quarta edizione dell’Act Tank Sicilia, a cura di The European House Ambrosetti. Con un pil di 111,7 miliardi di euro nel 2024, la Sicilia è l’ottava economia regionale italiana, la seconda del sud e isole, e genera il 5,1% del pil nazionale e il 22,8% di quello del Mezzogiorno. Particolarmente significativa è la dinamica di crescita: tra il 2019 e il 2024 il pil siciliano a prezzi correnti è cresciuto del 25,5%, più della media italiana (+21,9%), facendo della Sicilia la prima regione per crescita rispetto al periodo pre-Covid, a pari merito con il Trentino-Alto Adige. Anche il mercato del lavoro mostra segnali positivi: tra il 2019 e il 2025 la Sicilia registra la maggiore crescita del tasso di occupazione tra le regioni, +14,9%. La Sicilia si colloca tra le prime cinque regioni in 8 indicatori: copertura della rete fissa ultraveloce, spesa regionale in cultura, quota di amministratori comunali under 40, produzione eolica, transiti aeroportuali pro capite e valore aggiunto dell’agroalimentare e dell’economia del mare, produzione fotovoltaica. Nell’agroalimentare in particolare la Sicilia è prima per occupati nel settore. Sui numeri infrastrutturali, la regione è prima sia per movimentazione portuale delle merci sia per traffico passeggeri, con quote rispettivamente del 16,2% e del 24,6% del totale nazionale, ed è terza per transiti aeroportuali. “I numeri ci dicono che la Sicilia sta cambiando passo: nel 2025 la Regione ha raggiunto un avanzo di bilancio record, e le nostre stime indicano per il 2026 nuovi massimi storici sia per il pil sia per il tasso di occupazione”, ha dichiarato Valerio De Molli, managing partner e ceo di The European House – Ambrosetti e Teha Group. Views: 28 Navigazione articoli Regione, 34 milioni per nuova vita ad immobili pubblici uffici ai beni confiscati alla mafia La Vardera, rafforzata la sua scorta. Il provvedimento dopo le ultime denunce su presunte infiltrazioni mafiose nelle imprese di pulizia degli ospedali di Palermo. “Vado avanti senza esitazioni”, commenta il leader di Controcorrente.