Appalti e mazzette: notificato dalla Procura della Repubblica di Agrigento l’avviso di conclusioni indagini preliminari. Un atto che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio da parte dei magistrati inquirenti. In tutto sono 24 persone e otto società coinvolte in quella che è stata definita la madre di tutte le inchieste per il controllo illecito di appalti pubblici e finanziamenti regionali. Una vera e propria “cricca” degli appalti milionari, secondo la Procura, composta da politici, imprenditori, professionisti. Sotto la lente di ingrandimento dei magistrati è finito, su tutti, l’appalto per la nuova rete idrica di Agrigento, un business da oltre 37 milioni di euro, ma anche i lavori di riqualificazione dello stadio di Licata e la realizzazione dell’impianto di compostaggio a Ravanusa. Progetti le cui procedure, secondo il pool di magistrati di Agrigento con in testa il procuratore capo Giovanni Di Leo e i PP.MM. Annalisa Failla e Gaspare Bentivegna, sarebbero state confezionate a misura per le imprese partecipanti o attraverso subappalti o ancora con fatturazioni per operazioni inesistenti. Fra gli indagati, a cui, come detto, sono stati notificati i provvedimenti di chiusura delle indagini, figura l’attuale deputato ed ex assessore regionale all’Energia, Roberto Di Mauro, l’architetto Sebastiano Alesci, il cui nome figura in diverse commissioni pubbliche, il sindaco di Maletto, Giuseppe Capizzi, l’imprenditore Diego (“Dino”) Caramazza di Favara, coinvolto anche nell’inchiesta sui lavori per la strada “Mosella” ad Agrigento, Vittorio Giarratana, canicattinese a capo dell’ufficio tecnico di Valguarnera Caropepe, nell’Ennese. L’inchiesta avrebbe portato alla luce un “sistema” finalizzato alla corruzione, concussione, turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti d’ufficio per assicurare servizi e forniture ad imprese “vicine”. Nella stessa inchiesta anche l’esito elettorale della consultazione riguardante il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, mediante il “pilotaggio di voto degli aventi diritto, così da garantire l’elezione di soggetti ritenuti funzionali agli interessi del sodalizio e consolidare il controllo sulle successiva attività amministrative dell’Ente”. Passo successivo alla chiusura delle indagini preliminari è la scelta del PM tra richiesta di rinvio a giudizio e richiesta di archiviazione. Post Views: 54 Navigazione articoli Incidente stradale, morta una ragazza di 14 anni Caccia, niente doppiette in Sicilia. Sospeso calendario venatorio