Il Tar Sicilia ha sospeso il calendario venatorio della Regione, accogliendo il ricorso presentato da Federazione Nazionale Pro Natura e Leal, Lega Antivivisezionista, con il supporto di Cabse Green Impact.

L’ordinanza del 27 luglio riconosce la fondatezza dei rilievi delle associazioni e ferma la preapertura della caccia: una decisione che salva temporaneamente migliaia di uccelli migratori. Lo si legge in una nota. «Per effetto di questa ordinanza – dichiarano le associazioni – la caccia in preapertura è soppressa e ne trarranno vantaggio le tortore selvatiche tra le specie che in Europa hanno sofferto un calo drammatico a causa della caccia, nonostante questo la Regione Sicilia ha voluto per anni insistere a cacciare, su pressione delle associazioni venatorie, inserendola a tutti i costi- contro la scienza – fra le specie cacciabili».

La Sicilia – spiegano le associazioni – è uno dei principali corridoi migratori del Mediterraneo: ogni anno decine di migliaia di rapaci e centinaia di migliaia di altri uccelli attraversano lo Stretto di Messina e le zone umide costiere dell’Isola. Molte specie sono già in stato di conservazione critico, come l’allodola, crollata del 50% in Italia negli ultimi vent’anni. Nonostante ciò, la Regione ha continuato a inserire nel calendario venatorio specie vulnerabili, ignorando la scienza e le indicazioni di Ispra, mentre da otto anni manca un piano faunistico venatorio, obbligatorio per legge.

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